
Tempo del creato 2026
Dal mondo ferito sale
un’invocazione di pace
Nell’ambito del “Tempo del creato” – che dal 2019 per volontà di papa Francesco viene celebrato anche dalla Chiesa cattolica dal 1° settembre al 4 ottobre – quest’anno ha come tema “Acqua Viva”, focalizzato sulla trasformazione spirituale e la guarigione degli ecosistemi.
Il simbolo scelto è appunto l’acqua che scorre dal tempio di Dio: dapprima un piccolo ruscello che diventa sempre più grande e va a rigenerare aree morte ed ecosistemi danneggiati o sterili rendendoli nuovamente fertili.
L’immagine si rifà al testo biblico del profeta Ezechiele, che in un contesto di catastrofe politica e sociale del popolo d’Israele in esilio a Babilonia ridefinisce l’acqua, l’elemento più fondamentale della vita, come agente divino di rinnovamento, giustizia e speranza.
Questa sua visione è in netto contrasto con la realtà della crisi idrica che stiamo vivendo. Secondo le Nazioni Unite, 1,7 miliardi di persone non dispongono di servizi igienici di base nelle loro abitazioni e 2,1 miliardi non hanno ancora accesso all’acqua potabile, ovvero 1 persona su 4 nel mondo!
Con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, diversi Paesi stanno raggiungendo il punto della cosiddetta “bancarotta idrica”, alimentando migrazioni forzate. Siamo pertanto tutti chiamati a evitare condotte che possono causare inquinamento, a denunciarle e a esortare al contempo i governi, le autorità locali, l’industria e l’agricoltura ad agire responsabilmente e preservare le fonti idriche.
E la commissione diocesana per la Pastorale sociale e del lavoro, per sensibilizzare le giovani generazioni alla cura della “casa comune”, promuove – come sempre con l’indispensabile collaborazione del Parco regionale del Serio – due iniziative.
La prima, per gli studenti degli Istituti superiori: mercoledì 23 settembre prossimo, in sala Alessandrini, un incontro interattivo – coordinato dall’architetto Laura Comandulli, direttore del Parco del Serio, e dal dottor Ivan Bonfanti, responsabile del settore Ecologia e Ambiente del medesimo ente – per riflettere sul tema “Le acque del territorio”. È infatti quanto mai necessario prendere consapevolezza che siamo tutti chiamati a evitare condotte che possono causare inquinamento, a denunciarle e a esortare al contempo i governi, le autorità locali, l’industria e l’agricoltura ad agire responsabilmente e preservare le fonti idriche.
La seconda, per gli alunni delle scuole Primarie e Secondarie di 1° grado: martedì 29 settembre, al Lascito Chiappa, a S. Maria della Croce, l’ormai consueta azione di implementazione della “Foresta maestra”, con la mesa a dimora di un ulteriore centinaio di piantine. Trovandosi l’area accanto al fiume Serio, sarà anche l’occasione per approfondire con i responsabili del Parco lo stato di salute di questo importante corso d’acqua.
Da parte sua papa Leone XIV – nel Messaggio per la Giornata del Creato, il 1° settembre scorso – ha evidenziato la stretta connessione tra la “distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione” cui stiamo assistendo e i tanti conflitti in atto. Fenomeni, sostiene, che “costituiscono un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito”.
Le guerre, fa osservare, non mietono solo vittime, ma lacerano famiglie e costringono milioni di persone a lasciare le proprie case; distruggono gli ecosistemi, contaminano risorse essenziali come l’aria e l’acqua e minano la sicurezza alimentare. Il che, mette in guardia, “alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti”.
“Le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato – sottolinea ancora – sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana.”
“La chiamata profetica a ‘forgiare le spade in vomeri’ (Isaia 2,4) – puntualizza – non è quindi solo un sogno per le nazioni, ma un appello rivolto a ogni persona. Ci invita a trasformare ciò che è male in vita.”
“I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione – conclude – ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore.”
Angelo Marazzi
presidente commissione diocesana per la Pastorale sociale e del lavoro
