Beata Vergine dei Prati

Zona Sud

La prima notizia dell’esistenza di un oratorio dedicato alla Beata Vergine risale al sec XV. Infatti, un documento di tale epoca, in cui si nomina questa chiesa, viene confermato da una bolla di papa Sisto VI del 29 maggio 1483. Il genitivo locativo è giustificato dal fatto che essa sorge in mezzo al verde, a un chilometro dal paese. La carta del Balzini (1741), però, la riporta col titolo di Madonna del Fango, secondo una tradizione molto incerta che parla di una statua della Madonna trasportata dalla piena dell’Adda, ricoperta di limo. Un affresco sul muro del coro, del sec XV, raffigurante la Vergine col Bambino, suggerisce l’idea che la chiesa abbia inglobato il dipinto nella muratura absidale.

La facciata è a capanna, di linee molto semplici, con bifora centrale sormontata da un piccolo timpano in mattone vivo. L’interno è a navata unica, suddivisa in tre campate con volte a vela, Al centro del presbiterio l’altare sormontato da un tabernacolo con l’immagine della Madonna. A lato sorge il campanile della fine del 1500, a base rettangolare, con cella campanaria a bifore sui 4 lati e cuspide a cono. Accanto alla chiesa si trova l’abitazione dell’eremita: un documento del 1755 fa riferimento a un frate laico carmelitano, fra Carlo Antonio Liverta, milanese.

Tutto il complesso è stato riportato alla propria funzione con sapienti interventi di restauro.

Vi si celebra la festa della Madonna del Carmine.

Beata Vergine dei Prati

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