SAN BARTOLOMEO AI MORTI

Zona Urbana

La chiesa di San Bartolomeo ai Morti raccoglie ancora oggi attorno a sè l’antico borgo detto “delle Ortaglie” sorto fuori le mura della città. L’attuale edificio sacro è stato costruito nel 1694 sopra un oratorio più antico, a fianco del piccolo cimitero dove vennero sepolti i morti della terribile peste del 1630.

La chiesa è circondata ancora oggi da un ampio spazio verde con un viale d’accesso. La facciata è divisa in due ordini, scompartiti in tre specchi da lesene ioniche: in quelli centrali troviamo il portale e una finestra con belle cornici, negli altri quattro nicchie. Chiude, in alto, un timpano curvilineo. Lo stile pare influenzato dal Richini che aveva lavorato a San Benedetto qualche decennio prima.

L’interno è ad aula unica, divisa in tre campate scandite da semplici lesene. La centrale si apre con due cappelle contrapposte, quella destra è dedicata a San Bartolomeo, quella sinistra alla Madonna. Il soffitto è a vele. Piccolo il presbiterio con un’abside quadrata, bello l’altare in marmo intarsiato. Un restauro del 1997/99 ha ottimizzato l’intero edificio sacro.

La figura del patrono campeggia sulla parete dell’abside nella tela Il Martirio di San bartolomeo di Gian Giacomo Barbelli (1604-1656), massimo pittore cremasco del Seicento. Si tratta di una pala d’altare proveniente da altra chiesa e collocata qui nel 1921. L’opera divisa in due piani (sotto, la scena del martirio; sopra, la Madonna con Bambino) è ascrivibile alla maturità dell’artista. Una statua ottocentesca del Santo si trova, invece, sull’altare della cappella destra e La Vocazione di San Bartolomeo, su disegno del pittore F. Lodigiani, è raffigurata nella vetrata.

Nella cappella sinistra, la pala è una Madonna con Bambino e frati del piacentino Gaspare Landi (1756-1830) dipinta in stile neoclassico. Sullo stesso lato dell’aula, un organo settecentesco.

Orna le pareti della chiesa la serie delle 14 stazioni della migliore fra le tre Via Crucis dipinte da Mauro Picenardi (1735-1809), massimo esponente del Settecento cremasco, influenzato dalla tradizione veneta. Arcadico il suo stile, con un disegno vivo ed immediato, ricco di vibranti emozioni.

Altra tela posseduta dalla chiesa è una Risurrezione di Lazzaro attribuita a Giovanni Brunelli (sec. XVIII). Due tele che ornavano le pareti della chiesa, L’Angelo custode e un San Michele di Eugenio Giuseppe Conti (1842-1909), sono state invece trafugate nel 1991.

San Bartolomeo ai morti

Parroco: NUFI DON MICHELANGELO
via Mons. Zuvadelli 9, Crema
0373/256857

Vicario Parrocchiale: ROCCA DON PAOLO

Cappellano: PIANTELLI DON MARIO

Collaboratore: MARICONTI DON GIAN FRANCO

Orari Sante Messe

Prefestiva: Sabato ore 20.30
Festiva: Domenica ore 9.00 – 10.45

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