Rito della Messa – Melodie

Melodie-per-il-Rito-della-Messa

“Vi sarete accorti che il nuovo messale è più “musicale” rispetto al precedente, per il presupposto ricordato nella Presentazione del Messale della Cei, secondo il quale «il canto non è un mero elemento ornamentale ma parte necessaria e integrante della liturgia solenne». (Cfr Costutizione sulla sacra liturgia, Sacrosanctum Concilium, n.113).
Per la prima volta le partiture entrano a pieno titolo nel corpo del testo e non finiscono in appendice come era accaduto nel Messale ancora in uso, quello datato 1983. Non solo. Aumentano i brani proposti e si torna a privilegiare le formule ispirate al gregoriano, pur mantenendo in appendice quelle di nuova composizione già presenti nel messale del 1983.
Sono state inserite le melodie per il segno della croce, per il saluto, per i primi prefazi dei diversi Tempi e solennità (Avvento, Natale, Epifania, Quaresima, Pasqua, Ascensione e domeniche del Tempo ordinario). Ancora. Troviamo musicati i testi dell’anamnesi (“Annunziamo la tua morte Signore…”), della dossologia finale della Preghiera eucaristica (“Per Cristo, con Cristo, in Cristo…”), del Padre Nostro, dell’acclamazione “Tuo è il regno…”, della pace (“Scambiatevi il dono della pace”), del saluto finale, della benedizione e del congedo (“Andate in pace”; “Rendiamo grazie a Dio”).
Così viene evidenziata l’importanza del canto, a cominciare da quello del sacerdote celebrante che negli anni è stato trascurato.
Con il nuovo messale ci è offerta dunque la possibilità di recuperare quanto auspicava il Concilio Vaticano II circa la gradualità della partecipazione dei fedeli al canto. Nella Istruzione Musicam sacram del 1967 si precisava con chiarezza che il primo dei tre gradi partecipativi prevede l’esecuzione di tutti i recitativi del Messale. L’auspicio conciliare in effetti non ha avuto seguito perché i celebranti oggi non cantano più, non sono più in grado di farlo o non lo ritengono importante.
Mi preme invece ribadire che bisogna “cantare la Messa” più che “cantare durante la Messa”. Comprendiamo allora quanto sia distorto il nostro modo di celebrare, quando privilegiamo i canti processionali di Introito, di Offertorio o di Comunione, trascurando le acclamazioni e le formule di risposta al canto del celebrante e dei ministri.
Incominciamo allora a fare quanto ho detto almeno nelle principali festività dell’anno.
Una raccomandazione: che non capiti più di sentire dei celebranti che si prendono la briga di inventare sui due piedi melodie per le orazioni o quant’altro. Atteniamoci rigorosamente alle melodie contenute nel messale.”

Un cordiale saluto
Don Giacomo Carniti
Presidente Commissione Musica per la Liturgia.