IL CONFERIMENTO DELL’ACCOLITATO A ENRICO GAFFURI – mercoledì 4 dicembre ore 21.00 chiesa parrocchiale di Ripalta Nuova

Mercoledì 4 dicembre, alle ore 21.00 presso la Chiesa parrocchiale di Ripalta Nuova, il Vescovo Daniele conferirà il Ministero dell’Accolitato a Enrico Gaffuri. Enrico ha 48 anni ed ha vissuto la sua infanzia e giovinezza  a Pianengo in stretto contatto con l’allora parroco don Emilio Redondi.
Durante il periodo delle medie ha condiviso l’esperienza del nostro seminario minore.
Dopo il tempo della leva militare si è introdotto nel mondo del lavoro dove vi è rimasto per circa 22 anni.
A 30 anni incontra il movimento di Comunione e Liberazione e a 38 lascia il lavoro per entrare nella fraternità di S.Carlo a Roma per formarsi al sacerdozio. Vi rimane per circa 6 anni. Viene ammesso agli ordini sacri e gli viene conferito il ministero di lettore.
In questo periodo fa diverse esperienze anche all’estero: Denver e Madrid, come è nello stile formativo della Fraternità. L’ultimo anno lo vive a Milano in una parrocchia di periferia dove diventa collaboratore pastorale.
Nel 2018 viene accolto nella nostra diocesi e inizia un percorso orientato al ministero presbiterale.
Vive attualmente presso l’Unità Pastorale di Ripalta Cremasca, Bolzone, Zappello e S.Michele, e collabora nell’ambito pastorale. Inoltre è insegnante di religione presso l’istituto scolastico “Galmozzi” e frequenta la facoltà teologica di Milano. In questo percorso formativo è accompagnato da alcuni educatori.
Per entrare nel merito del servizio a cui Enrico verrà chiamato si può dire che  “Accolito” sia una parola poco conosciuta ed usata al giorno d’oggi.  Probabilmente tanti, anche all’interno delle nostre comunità parrocchiali, non l’hanno mai sentita o non sanno che cosa significhi, o meglio, “chi” intenda designare.
È un “ministero ecclesiale” che viene conferito dalla Chiesa, per mezzo del Vescovo in vista di un servizio, di una responsabilità nella comunità. L’accolitato richiede, da parte di chi lo riceve, l’impegno a fare sempre più spazio all’Eucarestia nella propria vita. Inoltre abilita all’esercizio di particolari funzioni in ambito liturgico tra cui: preparare l’altare al momento della presentazione dei doni, distribuire la comunione come ministro straordinario, prendersi cura dell’altare durante la Celebrazione Eucaristica. Per l’accolito è grande l’impegno a far si che durante la Messa ministranti, lettori e cantori siano introdotti e guidati al momento celebrativo. Inoltre chiama a farsi ancora più prossimo presso coloro che vivono l’esperienza della malattia e della solitudine, come gli anziani e ammalati, rendendoli partecipi della comunione e condividendo la consolazione della fede.  Per Enrico questo nuovo passo segna una più profonda comprensione e conformazione al sacramento dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana, e lo immette in modo sempre più definitivo nella spiritualità presbiterale, che trae il suo fondamento più solido proprio nel Mistero Eucaristico. Il significato del ministero che riceverà è espresso in modo semplice ma evidente nel rito esplicativo previsto all’interno della Celebrazione Eucaristica: il vescovo Daniele consegnerà nelle sue mani la patena con il pane, segno visibile del fatto che la sua vocazione si esprime nel rapporto personale con Gesù, pane “spezzato” per la vita dei fratelli.
Per Enrico allora e per tutti coloro che sono in cammino verso il sacerdozio di estrema profondità sono le parole che il vescovo Daniele ebbe a pronunciare quest’anno durante la Messa Crismale rivolgendosi ai sacerdoti: “Sì, c’è un coraggio che nasce dall’amore, dal voler bene alle nostre comunità, alla nostra gente, soprattutto ai piccoli, ai poveri, ai più deboli e indifesi. Non abbiamo bisogno di potere, di ricchezze o di mezzi umani, per vivere con umile coraggio il nostro ministero. Abbiamo bisogno di questo amore intrepido, che il Signore non mancherà di darci in abbondanza, se lo chiederemo con fiducia per ciascuno di noi e per tutta la nostra Chiesa”.

Il rettore don Gabriele Frassi