In questa pagina è possibile trovare le indicazioni diocesane e, nel caso generale quelle adottate dalle diocesi lombarde, rispetto all’applicazione pastorale dei DPCM relativi all’emergenza Coronavirus.

[ZONA BIANCA – GreenPass]
Le presenti disposizioni potrebbero essere aggiornate a breve in ragione della continua evoluzione normativa (agg. 14/11/21).

Certificazione verde e verifica

La legislazione vigente stabilisce l’obbligatorietà della certificazione verde (anche chiamata Green Pass):

  • per la partecipazione ad alcune attività, tassativamente stabilite dalla Legge;
  • per i tutti lavoratori e i volontari che collaborano con essi, a partire dal 15 ottobre 2021.

Non è necessaria la certificazione verde per partecipare alle celebrazioni e alle riunioni private. Parimenti non è necessario il Green Pass in luoghi ove operino solo volontari senza nessun lavoratore (come ad esempio un gruppo di catechiste coordinate da un sacerdote senza la collaborazione di personale retribuito) salvo che non si svolgano attività per la cui partecipazione è necessaria la certificazione verde (ad esempio, i volontari di un cinema parrocchiale sono obbligati al Green Pass anche se non collaborano con nessun lavoratore).

Per prestare alcuni servizi (Ministri Straordinari della Comunione, cantori, catechisti ed educatori) rimane necessario, anche in assenza di lavoratori, essere in una delle 3 condizioni (vaccinazione, guarigione da non oltre 180 giorni o test negativo da non oltre 48 ore. In questo caso si deve presentare una dichiarazione solo una volta, valida fino alla fine del tempo di emergenza.

 

Attività per cui è già previsto il Green Pass

Rimane necessaria la certificazione verde per tutte le attività per cui era già previsto, tra le quali:

  • spettacoli aperti al pubblico (come concerti, proiezioni o rappresentazioni teatrali, anche se si tengono in chiesa), sia al chiuso che all’aperto;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, sia al chiuso che all’aperto;
  • ricevimenti successivi alle celebrazioni religiose o civili (ad esempio, festa di nozze o altre ricorrenze), sia al chiuso che all’aperto;
  • l’accesso a scuole e università (sono esclusi gli studenti delle scuole anche se hanno più di 12 anni);
  • convegni e congressi (anche se si tengono in chiesa), sia al chiuso che all’aperto;
  • eventi e competizioni sportive, sia al chiuso che all’aperto;
  • sagre e fiere, sia al chiuso che all’aperto;
  • servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio (anche bar) o in qualsiasi contesto (feste parrocchiali; ricorrenze; raduni e ritrovi) per il consumo al tavolo, al chiuso;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso. Sono esplicitamente esclusi dall’obbligo di possedere la certificazione verde i partecipanti ai centri educativi per l’infanzia e alle relative attività di ristorazione;
  • piscine, centri natatori, palestre, pratica di sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso
  • utilizzo di alcuni mezzi di trasporto tra cui gli autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale.

Non è necessaria la certificazione verde per partecipare alle celebrazioni, incluse le processioni, ai gruppi di catechismo e alle riunioni dei consigli e dei gruppi parrocchiali.

Il gestore di un’attività non può ampliare l’uso del Green Pass. Pertanto, una Parrocchia non può imporlo per partecipare a una celebrazione o a un gruppo di catechesi.

 

L’obbligo per i lavoratori e altre persone che accedono ai luoghi di lavori
Destinatari dell’obbligo sono innanzitutto i “lavoratori”, definizione molto generica che include chiunque offra una qualsiasi prestazione lavorativa in cambio di una retribuzione sulla base di un qualsiasi contratto: può essere un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione anche occasionale o una consulenza.
Sono obbligati alla certificazione verde anche tutti coloro che “svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro (…) anche sulla
base di contratti esterni”. Si tratta, ad esempio, di volontari, stagisti, personale di enti che offrono servizi (ad esempio, i lavoratori di una cooperativa che fornisce il servizio di pulizia o educativo a una Parrocchia). È quindi necessario che i volontari che collaborano con lavoratori siano muniti di certificazione verde.

I ministri ordinati nello svolgimento del loro ministero non sono equiparati ai lavoratori. Rientrano invece nella seconda categoria, molto ampia e non caratterizzata da un rapporto di lavoro, quando durante attività o compiti legati al loro ministero collaborano con lavoratori. In questi casi devono possedere il Green Pass e mostrarlo se richiesto.

Per coloro che non svolgono attività lavorativa, di formazione o di volontariato, la certificazione verde non è richiesta per prendere parte a ogni tipo di attività in cui sono coinvolti lavoratori ma solo per quelle elencate nel paragrafo precedente.

Per “luogo di lavoro” si intende qualsiasi luogo in cui la prestazione lavorativa viene svolta. Ragionevolmente si deve però trattare di un luogo in cui il lavoratore possa entrare in contatto con altri soggetti per lo svolgimento dell’attività stessa: saranno allora anche questi, se lì “svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato”, obbligati a possedere e mostrare la certificazione verde.

Per le parrocchie con i dipendenti è consigliato rapportarsi con il proprio consulente del lavoro per definire la prassi di controllo e la documentazione necessaria. Sono richiamate le indicazioni pratiche del messaggio del Vescovo del 22 settembre, che rimangono valide:

Indicazioni pratiche Le indicazioni concrete che ritengo necessario affidare all’attenzione di tutti, per un esercizio tranquillo e fecondo delle attività pastorali, si riassumono in questi punti: 1. Per la partecipazione alla Messa e alle altre celebrazioni liturgiche, non è richiesta nessuna attestazione o certificazione; rimangono in vigore i protocolli già in atto dallo scorso anno, che tra l’altro comportano: – di igienizzare le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziamento (tranne il caso di nuclei familiari) durante le celebrazioni; – di astenersi dalla partecipazione alle celebrazioni liturgiche se si manifestano i sintomi del virus SARS-CoV-2 (febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare). Questi criteri generali valgono anche per i ministri straordinari della Comunione, per i musicisti e cantori, e per quanti prestano servizio all’interno della celebrazione liturgica. Per la celebrazione della Messa, si ricordino: la necessità di tenere separate le ostie da consacrare per i fedeli (in una pisside chiusa o coperta fino al momento della comunione) da quella per la Comunione del presbitero; la necessità di igienizzare le mani prima di distribuire la Comunione; la distribuzione della Comunione non in bocca, ma sulla mano dei fedeli. 2. Ai ministri ordinati (presbiteri e diaconi), ai ministri straordinari della Comunione che visitano ammalati o persone anziane, ai catechisti, agli animatori o educatori – comunque denominati – ai volontari dei Centri di ascolto e in generale a quanti hanno incarichi o mansioni, anche di fatto, in ambito parrocchiale e/o ecclesiale che comportino il contatto e la vicinanza con altre persone, si chiede, per poter esercitare il proprio ministero o incarico, di rispettare questi requisiti: a. non manifestare i sintomi del virus SARS-CoV-2 quali febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare; b. indossare regolarmente la mascherina chirurgica, avendo cura di sostituirla spesso nell’esercizio delle attività ecclesiali loro demandate, e rispettare le altre normali attenzioni igienico-sanitarie; c. garantire (tramite autocertificazione: cf. sotto) di essersi vaccinati secondo quanto previsto dalle competenti strutture sanitarie pubbliche; oppure di essere guariti da infezione di SARS-CoV-2 nei sei mesi precedenti; oppure di essersi sottoposti, prima di esercitare il rispettivo ministero, a un test diagnostico per il SARS-CoV-2 approvato dall’autorità sanitaria riportante l’esito negativo non risalente ad oltre 48/72 ore (a seconda del tipo di tampone) dal momento in cui viene esercitato il ministero; quest’ultima fattispecie vale anche per quanti, per ragioni di salute, non possono sottoporsi a vaccinazione. Per attestare le condizioni indicate al punto 2c, si chiede a tutti gli interessati di compilare la Dichiarazione sulle proprie condizioni di salute inviata a tutte le parrocchie e alle altre realtà diocesane, e disponibile anche sul sito internet della Diocesi. Questa dichiarazione non è richiesta ai Ministri ordinati in virtù del particolare dovere di obbedienza che deriva dal vincolo dell’Ordinazione. Anch’essi, in ogni caso, dovranno astenersi dalle attività liturgiche o pastorali – come richiede il buon senso, prima ancora che eventuali norme esplicite – nel caso in cui vengano a trovarsi in una delle seguenti condizioni: sintomi riconducibili a infezione da virus SARS-CoV-2; isolamento o quarantena; contatto stretto con soggetto positivo al virus. Ai ministri ordinati, come pure ai ministri straordinari della Comunione che svolgono il loro servizio per gli ammalati e anziani, è sempre permessa la visita ai fedeli in pericolo di morte in caso di urgenza. Da ultimo, va segnalato che non sono previste specifiche misure di verifica. A nessuno, pertanto, sarà richiesto di mostrare consegnare un certificato di vaccinazione o di guarigione o di esenzione dalla vaccinazione e neanche l’esito di un test diagnostico: ma naturalmente ci si aspetta (coerentemente con l’ottavo comandamento), che la Dichiarazione sulle proprie condizioni di salute non dichiari il falso!

Documentazione autocertificazione:

Dichiarazione sulle condizioni di salute

Informativa privacy

Si ricorda che tale autocertificazione è caldamente consigliata e non è da confondersi con il divieto di autocertificazione del possesso del Green Pass in quanto sono applicazioni normative differenti. Tuttavia, pare opportuno, al di là delle previsioni normative statali e dei relativi obblighi e adempimenti, ribadire l’invito, soprattutto per coloro che a vario titolo sono coinvolti in attività pastorali caratterizzate da un maggior rischio di contagio (ministri straordinari della Comunione; coristi e cantori; ovvero attività di catechesi in gruppi; visite ai malati), di accedere, in mancanza di documentati impedimenti, alla vaccinazione quale concreto gesto e attenzione verso il prossimo.

Sintesi

OBBLIGO GREEN PASS Lavoratori Volontari con lavoratori Volontari senza lavoratori Fedeli, spettatori, utenti
Luoghi di culto SI SI NO NO per il cultoSI per concerti, convegni, visite
Congressi, convegni, testimonianze SI SI SI SI
Bar e ristorazione SI SI SI SI (al chiuso)
Cinema e Teatri SI SI SI SI
Catechesi, animazione in oratorio SI SI Essere nelle 3 condizioni e avere consegnato l’impegno NO
Consumazione di pasti al chiuso in occasione di catechesi o incontri SI SI Essere nelle 3 condizioni e avere consegnato l’impegno NO
Attività ricreative o di animazione per maggiorenni all’aperto SI SI NO NO
Attività ricreative o di animazione per maggiorenni al chiuso SI SI SI SI
Doposcuola SI SI Essere nelle 3 condizioni e avere consegnato l’impegno NO
Sport al chiuso SI SI SI SI
Sport all’aperto NO NO NO NO

Materiale per gli edifici di culto

I cartelli di seguito riportati sono da utilizzare per gli edifici di culto. Dove possibile individuare percorsi di entrata e uscita separati.

Cartelli per i posti a sedere nei banchi e sulle sedie

Cartelli per l’entrata e l’uscita da apporre alle porte

Cartellino identificativo per il personale volontario delle parrocchie

Cartello delle regole da apporre all’ingresso

Modalità di concelebrazione

È bene che le concelebrazioni siano limitate a quelle occasioni in cui sono richieste da una vera necessità pastorale (ad esempio, visita del Vescovo o celebrazione delle Cresime).

I concelebranti rispetteranno sempre la distanza interpersonale di almeno 1 metro; almeno 1,5 m nei movimenti processionali (ad esempio, per la Comunione) e indosseranno sempre la mascherina. Per comunicarsi si seguirà una di queste due modalità:

  • ciascun concelebrante utilizzerà un proprio calice, la propria patena con la propria particola e il proprio purificatoio; si comunicherà rispettando la distanza interpersonale di sicurezza e consumando interamente la particola (che quindi non potrà essere condivisa); provvederà quindi egli stesso alla purificazione;
  • si utilizzeranno uno o più calici comuni diversi da quello usato dal celebrante e preparati con vino e acqua già prima della celebrazione; i calici e le particole destinate ai concelebranti saranno coperte da un panno o da altra copertura idonea; ogni concelebrante, prima di accedere alla patena e al calice, disinfetterà le mani con gel idoneo; si comunicherà per intinzione, allontanandosi opportunamente dal calice e tenendo in mano un purificatoio – uno diverso per ogni celebrante – che raccolga eventuali gocce o frammenti. Il celebrante principale purificherà personalmente il proprio calice.

Visite e comunioni agli ammalati

Le visite ai malati da parte dei Ministri della comunione possono svolgersi, garantendo la possibilità ai Ministri di sospendere il loro servizio se condizioni di salute, motivi familiari o personali fanno propendere per questa scelta.

Si seguano le seguenti modalità:

  • si inviterà ad arieggiare la camera prima e dopo la visita;
  • l’unzione avverrà mediante un batuffolo di cotone o una salvietta pulita oppure bastoncini cotonati biodegradabili;
  • prima e dopo aver comunicato il malato, il Ministro si laverà accuratamente le mani con acqua e sapone o con idoneo gel a base alcolica;
  • si privilegi la comunione sulle mani;
  • nella stanza ci siano meno persone possibili;
  • durante la visita il Ministro non indosserà la semplice mascherina chirurgica ma una mascherina FFP2 o FFP3 senza valvola;
  • l’unzione dei malati da parte dei Sacerdoti avverrà mediante batuffolo di cotone o salvietta pulita oppure bastoncini cotonati biodegradabili;
  • la visita durerà non più di 10 minuti.

Per portare la Comunione ai malati che per lungo tempo non possono venire in chiesa, i Parroci – valutandone l’opportunità – possono affidare questo compito a un parente convivente con il malato che sia fidato e conosciuto dai Sacerdoti.

Prove e partecipazioni del coro alle celebrazioni

La lettera inviata dal Ministero dell’Interno ai Prefetti in data 12 agosto 2020 contenente alcune indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico permette l’attività dei cori durante le celebrazioni e le relative prove. Si dovranno seguire le seguenti disposizioni:

  • Le attività dei cori che accompagnano le celebrazioni possono riprendere con prudenza, garantendo la possibilità ai partecipanti di sospendere il loro servizio se condizioni di salute, motivi familiari o personali fanno propendere per questa scelta.
  • Non potrà prendere parte alle prove e alle celebrazioni chi ha temperatura corporea superiore ai 37,5°C o altri sintomi influenzali; chi è in quarantena o in isolamento domiciliare; chi è entrato in contatto con una persona affetta da COVID-19 nei 14 giorni precedenti.
  • Le prove si tengano in chiesa o in altro ambiente sufficientemente ampio per garantire la necessaria areazione.
  • I cantori, indipendentemente dal numero, dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro, dagli altri soggetti presenti e dall’assemblea liturgica.
  • Le distanze indicate possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
  • La mascherina dovrà essere indossata durante la celebrazione ma potrà essere tolta solamente durante il canto.
  • Si raccomanda di tenere un registro delle presenze dei cantori sia per le prove che per le celebrazioni.
  • Poiché il virus sulle superfici ha una vita molto limitata, per una maggiore sicurezza e tutela si può procedere in diversi modi: o Si affidi a ciascuno la propria “cartelletta” con le parti necessarie. Ciascuno sa che avrà contatto solamente con i fogli in essa contenuti. La potrà portare a casa, oppure lasciare in altro luogo adatto. o Se le parti sono contenute in cartellette di plastica, queste possono essere igienizzate con apposito prodotto disinfettate e riposte al loro posto. o Se le parti sono stampate su carta basta lasciare le fotocopie in “quarantena” per almeno 3 ore (cfr. Circolare del Ministero della Salute del 15 maggio 2020, Tabella 1). o Se anche fossero di plastica, si potrebbero mettere in “quarantena” per 7 giorni, per essere sicuri che il virus non si trovi più sulle superfici (cfr. Circolare del Ministero della Salute del 15 maggio 2020, Tabella 1).

Riunioni, incontri, convegni e conferenze

È necessario che siano muniti di certificazione verde COVID-19 tutti i partecipanti a conferenze o convegni o comunque eventi che per il loro essere aperti al pubblico e pubblicizzati sono ad essi assimilabili (ad esempio, incontro aperto a tutti con un esperto o per una particolare testimonianza). Chi organizza l’evento deve controllare che tutti i partecipanti siano muniti di Green Pass. Il possesso della certificazione non deroga in alcun modo le regole di distanziamento e le norme generali per l’organizzazione sicura delle attività contenute nel protocollo diocesano.

Concerti in chiesa

Per partecipare ai concerti di musica sacra o religiosa che si tengono in una chiesa è necessaria la certificazione verde COVID-19. L’organizzatore dell’attività ha la responsabilità di controllare che tutti gli spettatori abbiano il Green Pass.

Rimangono chiaramente in vigore le misure relative al contenimento del contagio (divieto di assembramento, capienze, distanze interpersonali, pulizia e disinfezione, ricambi d’aria).

Oratorio e le sue attività (libera frequentazione, grest, spazi, somministrazione, feste ed eventi popolari)

Gli oratori – cioè spazi parrocchiali destinati all’educazione di ragazzi, adolescenti e giovani – ospitano attività di varia natura: iniziative di carattere istituzionale (incontri di catechismo,
momenti di formazione, riunioni di consigli…); somministrazione di cibo e bevande; attività di animazione e ricreative.
La normativa di emergenza attualmente in vigore non prevede l’obbligo di certificazione verde per prendere parte ad attività educative non formali e informali e ricreative rivolte ai minori,
anche se durante le stesse si consumano pasti al tavolo al chiuso (ad esempio, doposcuola, animazione organizzata…)1. Il Green Pass è però obbligatorio per il servizio al chiuso al tavolo
quando si somministrano cibo e bevande nonché per accedere ad attività al chiuso di centri sociali, culturali e ricreativi. In data 1 ottobre il Ministero della Salute ha specificato che lo stesso obbligo
vige per l’accesso alle iniziative al chiuso degli “spazi di aggregazione giovanile”.
Per la loro peculiarità gli oratori non possono essere paragonati tout court a questo tipo di luoghi. D’altra parte alcune attività sono certamente assimilabili a quelle di centri sociali, culturali e ricreativi: per queste sarà necessaria la certificazione verde.
In ogni caso, anche durante le attività per cui è richiesto il Green Pass, è necessario rispettare i Protocolli prescritti.
Suggeriamo di evitare di mettere a disposizione “sale di attesa” per genitori o nonni durante gli incontri di catechismo dei ragazzi.

Quando vengono concessi spazi a terzi sono questi, in qualità di organizzatori dell’attività, a dover individuare e applicare la corretta normativa vigente, sia relativa al Protocollo di prevenzione dal COVID-19 da adottare sia relativa alla necessità e al controllo del Green Pass. Si suggerisce di metterlo in chiaro per iscritto nel momento in cui viene concesso lo spazio.

Gli orientamenti per ciascuna area, possono essere raccolti in modo informale e senza nessuna valenza giuridica in questo modo:

Bar degli Oratori (attività accessoria dell’Associazione NOI)

  • Esposizione della corretta segnaletica.
  • Distanziamento sociale e dispositivi di protezione dei baristi.
  • Distanziamento dei tavolini e sedie, in modo da non consentire formazione di gruppi.
  • Igienizzazione della sala bar, di altre sale utilizzate e dei servizi igienici. Questi interventi devono essere eseguiti durante l’attività, per mantenere la struttura pulita e al termine dell’orario di chiusura.

Aree gioco

  • Siano attrezzate con gel o materiale igienizzante.
  • È opportuna la sorveglianza da parte di educatori e/volontari o collaboratori retribuiti individuati dall’Oratorio stesso.
  • Attenzione che non si creino assembramenti.

Sale e aule

  • Mantenere la distanza sociale.
  • Areare bene le aule, anche durante gli incontri e le riunioni.
  • Sanificare al termine dell’incontro.
  • Prediligere aule grandi e fare attenzione al numero dei partecipanti.

Feste, eventi popolari, somministrazioni e spettacoli

Il documento di seguito rappresenta una sintesi delle indicazioni che emergono dalle diverse norme in materia.

Indicazioni per gli eventi

Si raccomanda comunque la lettura integrale delle Linee guida diocesane (informativa delle prassi e delle procedure anche per l’informazione del personale volontario):

Linee guida diocesane (informativa delle prassi e delle procedure anche per l’informazione del personale volontario)

Consigli per tutte le attività

  • La misurazione della temperatura corporea, quando prevista, sia effettuata all’ingresso dell’intera struttura.
  • Sia predisposta abbondante segnaletica come da allegati seguenti.
  • Sia sempre garantita la presenza di Educatori e Volontari o collaboratori retribuiti per garantire il corretto rispetto delle norme l’azione educativa dell’Oratorio stesso.
  • Ricordiamo che l’uso della mascherina è obbligatorio per tutti coloro che hanno più di 6 anni, salvo i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Sintesi: quando è obbligatorio il Green Pass in Oratorio?

Attività Partecipanti Educatori, Animatori, Operatori
Incontri di gruppi di catechesi per minorenni o maggiorenni
Attività di animazione per minorenni al chiuso o all’aperto
Non è necessario il Green Pass È necessario il vaccino, la guarigione da non oltre 180 giorni o un tampone con esito negativo effettuato da non oltre 48h.
In caso di presenza di un lavoratore è necessario sia aver consegnato l’impegno che essere in possesso del Green Pass.
In caso di assenza di lavoratori è necessario aver consegnato l’impegno.
Consumazione di un pasto al chiuso o all’aperto in occasione di un incontro di catechesi o animazione per minorenni Non è necessario il Green Pass È necessario il vaccino, la guarigione da non oltre 180 giorni o un tampone con esito negativo effettuato da non oltre 48h.
In caso di presenza di un lavoratore è necessario sia aver consegnato l’impegno che essere in possesso del Green Pass.
In caso di assenza di lavoratori è necessario aver consegnato l’impegno.
Somministrazione di cibo e bevande al tavolo al chiuso (ad esempio, bar; pranzo comunitario) E’ necessario il Green Pass E’ necessario il Green Pass
Consumazione di un pasto al chiuso in occasione di un incontro di catechesi o animazione per maggiorenni (ad esempio, cena con i giovani o con le famiglie…) E’ necessario il Green Pass E’ necessario il Green Pass
Attività ricreative o di animazione per maggiorenni all’aperto Non è necessario il Green Pass Non è necessario il Green Pass
Attività ricreative o di animazione per maggiorenni al chiuso (ad esempio, tornei di carte; tombola…) E’ necessario il Green Pass E’ necessario il Green Pass
Doposcuola Non è necessario il Green Pass È necessario il vaccino, la guarigione da non oltre 180 giorni o un tampone con esito negativo effettuato da non oltre 48h.
In caso di presenza di un lavoratore è necessario sia aver consegnato l’impegno che essere in possesso del Green Pass.
In caso di assenza di lavoratori è necessario aver consegnato l’impegno.
Pratica di sport di squadra al chiuso (ad esempio, basket o pallavolo in palestra) E’ necessario il Green Pass E’ necessario il Green Pass
Pratica di sport di squadra all’aperto (ad esempio, basket o pallavolo in palestra) Non è necessario il Green Pass Non è necessario il Green Pass