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Carissimi parrocchiani di Quintano e Torlino:
nel susseguirsi del tempo, anche in queste due parrocchie si alternano i pastori, ma unico e grande Pastore è solo il Signore Gesù, che guida e conduce le sue pecore, per mano dei suoi ministri. L’apostolo Paolo scrivendo ai cristiani di Corinto ricorda loro che egli “ha piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere” (1Cor 3,6). Per nove anni don GianBattista Scura ha vissuto tra voi e ha condiviso la vostra esperienza di fede e di comunione. Lo ringrazio ancora per la sua delicata presenza, umile, ma attenta e premurosa verso le necessità di tutti. Ora gli succede don Giorgio Renzi, proveniente dalla parrocchia nella quale si trasferirà don Gianbattista, cioè Casaletto Ceredano. I sacerdoti (come i vescovi) prestano il loro servizio per quello che possono e fino a quando il Signore lo permette, poi si alternano, perchè tutti sappiano che è Cristo la vera guida e solo in Lui possono riporre la loro fiducia. Il cambio di un nuovo parroco è l’occasione propizia perché i cristiani riconoscano un nuovo passaggio di Dio nella loro vita, così che la fede, nella duplice sua dimensione, personale e comunitaria, possa essere ravvivata. Ogni sacerdote infatti porta con sé doni diversi e complementari, ricevuti da Dio lungo il tempo e determinati anche dall’ambiente di vita e dalle esperienze pastorali nel ministero che ha precedentemente svolto. Questi doni diventano così trasmessi ai battezzati che li accolgono come prove sempre nuove della fedeltà di Dio e del suo amore. Nello stesso tempo, i sacerdoti devono leggere il loro ministero come “un tesoro in vasi di creta”: con questa consapevolezza viene impedita ogni arroganza perché la grandezza del ministero di presidenza della comunità viene armonizzata con la piccolezza dei propri limiti.
L’ingresso in parrocchia di don Giorgio è quindi motivo per un coinvolgimento maggiore da parte di ciascun membro della comunità, adulti e giovani. Il sacerdote darà quanto le sue forze gli permetteranno di offrire, ma egli deve sapere fin da ora di poter contare sulla vostra presenza operosa, oltre che sul vostro affetto. La dimensione missionaria, che è il prendersi cura di tutti, anche di quelli che non frequentano la comunità, cercare nuove forme di dialogo con coloro che sono umilmente in cerca di Dio, è un impegno che tutti insieme, sacerdoti e laici, siamo chiamati ad assolvere. Nel suo recente viaggio apostolico in Germania il Papa ha affermato che “ripetutamente, nella storia, persone attente hanno fatto notare che il danno per la Chiesa non viene dai suoi avversari, ma dai cristiani tiepidi”. Superare ogni forma di tiepidezza, che si manifesta nella pigrizia, nella lentezza nel volere e nel fare il bene, nel vivere isolatamente, come se ciascuno andasse a Dio senza bisogno della sua Chiesa, vivere un cristianesimo poco incisivo per la vita e per la società in cui siamo inseriti: sono questi i maggiori pericoli ricorrenti, davanti ai quali fare molta attenzione, ma anche una occasione per aiutarsi gli uni gli altri, riconoscendo la nostra comune debolezza. L’arrivo del nuovo parroco tra voi ridesti in tutti il coraggio di impegnare i propri talenti e le proprie doti per il Regno di Dio. A tutti auguro di essere santi ardenti, nei cui occhi e nel cui cuore brilla l’amore di Cristo e, in questo modo, portare luce al mondo.
A te, caro don Giorgio, l’assicurazione della mia vicinanza, perchè tu possa essere in mezzo a questo popolo, pastore attento e vigilante, padre di tutti e di ciascuno.
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