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Veglia in cattedrale - 31 dicembre 2009 PDF Stampa E-mail
Il Vescovo - Le Omelie
Scritto da Il Vescovo Oscar   
Sabato 02 Gennaio 2010 08:47

E’ nostra abitudine ritrovarci a fine anno in questa casa del Padre, riunirci non solo dalla città, ma anche da altre parrocchie della diocesi, per un tempo di ringraziamento e di lode.

Questo che stiamo vivendo è perciò un momento di famiglia; una occasione per dire insieme grazie al Signore, sposo della Chiesa, ma anche per riconoscere il passaggio di Dio dentro la nostra Comunità cristiana nel corso dell’anno che si sta concludendo. Dio non passa mai a mani vuote, nella misura in cui la nostra libertà è pronta e disponibile ad accogliere i suoi doni.

 

 

Ho scorso pagina per pagina la mia agenda: di giorno in giorno e di mese in mese per tutto questo anno ormai concluso.

Essa è tutta segnata da avvenimenti, incontri e attività che ci riguardano da vicino, che vanno al di là della mia sola persona, ma che piuttosto interessano il nostro comune cammino di Chiesa, dentro il quale il Signore ha parlato, un tempo in cui lo Spirito Santo si è manifestato, ma anche una occasione in cui tanti credenti hanno aderito agli appelli del Signore.

 

1. Ricordo con gioia gli appuntamenti più fecondi, anche se i più gravosi: quelli della visita pastorale! Benedetto il Signore che ha visitato il suo popolo!

Sono 13 le parrocchie coinvolte quest’anno nella visita pastorale: [Ripalta Guerina; Montodine; Rubbiano/Rovereto; Chieve; Ripalta Nuova/Bolzone/Zappello; Palazzo Pignano/Cascine; Scannabue; Casaletto Ceredano; Monte Cremasco; Passarera; Capergnanica; Vaiano; Bagnolo].

Si è trattato per tutte queste parrocchie di un vero evento di grazia, per il quale ringrazio il Signore, ma anche i sacerdoti e i laici che hanno preparato e vissuto con me la visita pastorale come un tempo di gioia e di festa, come una occasione per rileggere il cammino, ma anche per ritrovare nuove forze ed avanzare con rinnovato impegno.

 

2. Scorgendo il mio calendario ho trovato un secondo evento degno di nota: ossia l’impegno della nostra Chiesa per affrontare in questi mesi la crisi economica, che avrebbe potuto colpire diverse famiglie del nostro territorio.

Abbiamo riunito persone esperte nelle questioni economiche e sociali; ci siamo lasciati coinvolgere attraverso i nostri organismi di partecipazione (consiglio presbiterale e pastorale). Soprattutto i nostri sacerdoti hanno aderito per primi alla proposta, davvero profetica, di partecipare attraverso una decima, del tutto volontaria, alla costituzione di un Fondo famiglia, tuttora operante, che mi auguro sia sostenuto soprattutto da quanti non sono stati colpiti dalla crisi economica!

E’ l’immagine questa di una Chiesa che cammina tra la gente, che porta su di sé i pesi e le preoccupazioni di tante famiglie, che condivide le preoccupazioni di chi si trova in cassa integrazione, di chi è insicuro del proprio avvenire; di chi fatica ad arrivare a fine mese!) Degno di essere ricordata è l’affermazione del vescovo Ambrogio: “La Chiesa ha l’oro non per tenerlo, ma per dispensarlo!” (… ai poveri di ogni parte del mondo, a partire da quelli di casa nostra!!)

 

3. Voglio ricordare poi come terzo passaggio i momenti comunitari che hanno preceduto il sacramento della Cresima e della Eucaristia nelle singole parrocchie, ossia gli incontri di zona per i cresimandi, accompagnati dai loro genitori, padrini/madrine, qui nella nostra cattedrale e gli incontri con i bambini della prima comunione, alla presenza dei genitori molto commossi.

La fede ha bisogno di spazi comunitari che la testimoniano; essa si trasmette di generazione in generazione dentro una Chiesa, la nostra, all’interno della quale famiglie, sacerdoti, catechisti, educatori, gruppi associativi annunciano ai ragazzi come la loro vita è cambiata dall’amicizia col Signore e insieme manifestano la Chiesa come una famiglia di fratelli e sorelle che va al di là della propria parrocchia, ma che si estende a tutta la nostra Chiesa locale, la diocesi.

Vorrei ricordare, a questo punto, agli educatori dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, ai catechisti, ma anche ai sacerdoti, a volte scoraggiati, di tenere sempre davanti a sé la parabola del seminatore.

Con abbondanza e gratuità il Signore getta il seme della parola di Dio, pur sapendo che essa potrà trovare un terreno inadeguato, che non gli permetterà di maturare a motivo dell’aridità, o che ne spegnerà la forza vitale soffocandolo tra cespugli spinosi. Tuttavia il seminatore non si scoraggia, perché sa che una parte di questo seme è destinata a trovare il “terreno buono”, cioè cuori ardenti, capaci di accogliere con disponibilità la Parola.

 

4. In questo anno sacerdotale indetto dal Papa, la nostra Chiesa ha avuto la grande gioia di due nuovi Diaconi e di un Sacerdote novello (in ottobre e in dicembre), doni che esigono una rafforzata consapevolezza della preziosità dei sacerdoti nella vita delle comunità cristiane.

Come non ricordare, poi, come un tempo di vera fraternità sacerdotale il pellegrinaggio ad Ars dei nostri preti giovani con i seminaristi (nel mese di agosto)! Davanti all’altare con le spoglie mortali del santo Curato d’Ars è stato ricordata la figura di questo sacerdote che ha dato la sua vita alla guida spirituale delle persone con umiltà e semplicità, “gustando e vedendo la bontà di Dio nelle situazioni ordinarie”. Egli si è così dimostrato un vero maestro nel ministero della consolazione e dell’accompagnamento vocazionale. 

Come non riconoscere che la cura delle vocazioni costituisce per ogni diocesi, e quindi anche nella nostra, una delle priorità pastorali? E’ ancora viva nella coscienza dei giovani, con il cuore spesso confuso e disorientato, eppure capace di contenere impensate energie di donazione, ciò che ho sottolineato con determinazione durante la veglia di Quaresima nella Chiesa parrocchiale di Chieve!  A qualche giovane “in ricerca” le mie parole sono entrate nel suo cuore come un interrogativo inquietante!

 

5. Altri momenti della vita della nostra Comunità ecclesiale potrebbero essere qui ricordati, tutti riassunti nell’impegno per trasmettere missionariamente  la fede battesimale.

Per dare avvio a un tentativo di rivitalizzazione della fede come scelta, aperta anche ai “lontani”, ecco le “tre sere di settembre” per i consigli pastorali e per quanti sono coinvolti nella pastorale parrocchiale. Davanti a una assemblea molto attenta, abbiamo presentato esperienze ecclesiali in atto (quali la “missione giovani”; i catechisti battesimali; le unità pastorali). Sono tentativi per aiutare le parrocchie a domandarsi, anche dietro lo stimolo delle mie lettere pastorali, come la fede battesimale possa essere trasmessa, non solo alle nuove generazioni, ma anche a coloro che sono  lontani dalla fede o che intendono “ricominciare”.

“La fede si ravviva donandola”: è questo il motivo principale che ci permette di osare nuovi cammini di evangelizzazione, di confrontarci sul come trasmettere il “primo annuncio”; di trovare nuovi linguaggi per permettere a famiglie, giovani, persone che provengono da altre culture e da altri ambienti di confrontarsi con noi. Mentre annunciamo agli altri la fede nel Signore Gesù, siamo noi i primi a sentirci rinnovati e trasformati dal suo amore.

 

6. Un ultimo momento vorrei ancora ricordare, tra i tanti, degni di stima e di gratitudine per quanti ne sono gli animatori: penso all’impegno con le famiglie o all’animazione di settore, quali per esempio, la scuola, gli ammalati, i diversamente abili, i poveri, le missioni ad gentes.

In preparazione al Natale, ho tenuto presso il nostro centro di spiritualità un ritiro spirituale ai cristiani impegnati in politica, con diverse responsabilità. Senza nascondermi le difficoltà e le tensioni tuttora in atto, questi uomini hanno sentito la vicinanza della Chiesa, che non ha risoluzioni politiche o economiche da offrire, ma ha il gravoso compito della formazione della coscienza morale dei credenti. E’ dovere di chi è impegnato in politica come cristiano impegnarsi a servizio della promozione della dignità delle persone, a partire dalle categorie più svantaggiate o a rischio. E’ impegno dei credenti quello di non cercare il proprio interesse o quello del  solo gruppo di appartenenza, ma di adoperarsi per il “bene comune”, dando stima e valore anche al consiglio degli altri. Così pure è compito dei cristiani escludere ogni forma di aggressività nelle relazioni interpersonali, oggi tanto in uso, vivere nella mitezza come scelta e proporre nuovi stili di vita, derivati anche dalla crisi economica ancora in atto. Sono orientamenti che richiedono “sapienza e coscienza”, doni che lo Spirito distribuisce a ciascuno, a misura delle proprie responsabilità!

 

- Chiudiamo questa memoria orante di ciò che il Signore ha operato in noi e attraverso di noi lungo questo anno, nella certezza che il Signore Gesù, che presiede con il suo Spirito questa nostra Chiesa, non mancherà di sostenerci anche nel corso dell’anno che sta per incominciare, a condizione di trovare in noi uomini e donne veramente disponibili alla sua azione, pronti a vivere generosamente una intensa comunione con Lui e tra di noi; fiduciosi che tutto e tutti siamo nelle mani di Colui che non ha esitato a donarci ogni bene in Cristo Gesù nostro Signore.

 
 
 
Sono stati pubblicati nuovi documenti riguardanti le Visite Pastorali!
 

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